Esordienti: cosa vogliamo essere da Grandi?
- Tommaso Begnis
- 19 feb
- Tempo di lettura: 2 min
Questa è la domanda che da qualche periodo mi pongo, o meglio, ci poniamo nei confronti di un percorso di minibasket che sta esaurendosi con le ultime partite di un girone che più che Silver sembra un Gold diluito.
Questo weekend abbiamo affrontato la squadra indiscutibilmente più forte del girone, sicuramente nella top 8 della provincia e che a conti fatti avrebbe meritato di giocare il gold. L’approccio dei nostri sembrava di livello, per poi ricadere in atteggiamenti che sono inaccettabili a questo punto del campionato.
Tobia e compagni sapevano che la partita sarebbe stata difficile ma nonostante questo il primo tempo finisce con un -5 dignitoso guardando l’approccio nostro e soprattutto la straripante prestazione degli amici di Pedrengo.
Quello che ha deluso le mie aspettative é stato proprio il secondo tempo, registrando un parziale totalmente fuori dai ranghi, con un -20 impensabile.
E la cosa che ancora di più mi perplime( e che allo stesso tempo mi incoraggia) é vedere la stessa squadra che nei successivi tempi lotta e combatte , perdendo ma di sole 7 lunghezze sommando entrambi gli ultimi due tempi.
Tralasciando il tempo horror , la squadra ha praticamente perso con un parziale di basso scarto, sarebbe stato -12 .
Il problema è che nel basket non si possono “tralasciare” i tempi e soprattutto non si può avere queste ingiustificabili cadute, che non rappresentano i ragazzi, il lavoro che fanno ogni settimana e la cooperazione che applicano in ogni occasione.
L’atteggiamento deve cambiare, come ho detto ai ragazzi all’allenamento, non possiamo affidarci a tre giocatori sperando che vada bene, ho bisogno di 12 protagonisti, nessuno deve essere una comparsa.
C’è bisogno di volontà d’animo, sacrificio, fisicità e un po di “cazzimma” in più da parte di chi fino ad oggi non si è fatto notare nonostante gli ottimi mezzi.
E qui si ritorna alla domanda iniziale: cosa vogliamo essere da grandi? Una squadra che combatte fino alla fine o una che si impaurisce nel momento in cui le cose si fanno difficili?
Io sono sicuro che i tre tempi su quattro giocati bene siano ciò da cui dobbiamo ripartire ma allo stesso tempo non ci possiamo permettere il lusso di dimenticare quel tempo, che rimangono 8 minuti di una vita intera cestistica, ma che potrebbero essere un giorno 8 minuti cruciali per una vittoria importante e non possiamo permetterci di perdere in questo modo.
Ora testa a Gorlago, altra realtà solida.
Forza ragazzi, insieme!
Coach Tommaso Begnis


Commenti